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Cicceide
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La mwbqmwbgCicceide, anche nota con la variante di mwbwmwcaCicceide legitima, è una raccolta di 410 mwcqsonetti di stampo mwcgburlesco ed mwcwerotico scritta dall'abate e giurista mwdaGiovanni Francesco Lazzarelli alla fine del mwdqXVII secolo.

Contents

Trama
Note

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Struttura

Sul più antico esempio dell'mweqmwegEneide, che narra l'mwewepopea di mwfaEnea, così come sulla scorta della più vicina e affine mwfqMurtoleide, che il mwfwMarino compose per sbeffeggiare mwgaGaspare Murtola, anche quest'opera prende il nome dal protagonista dei sonetti, mwgqDon Ciccio, di cui è narrata sotto forma di mwggparodia l'intera storia - dal concepimento fino alla morte - e che viene sempre irriverentemente definito, per tutta la raccolta, un «mwgwcoglione».

Compresa fra gli emblemi della mwhqletteratura mwhglirico-mwhwsatirica seicentesca, la Cicceide è divisa in due parti, mwiaLe Testicolate e mwiqLe Sghignazzate, rispettivamente di 330 e di 80 sonetti. Nonostante la mwigcensura, derivatale dall'esser stata posta all'mwiwmwjaIndice, fu più volte ristampata nel corso del mwjqSettecento e riscosse ampio successo, tanto che mwjgGoethe scrisse un lungo articolo sulla parodia di mwjwDon Ciccio, collocandolo, fra gli esempi di mwkaletteratura italiana trattati, accanto alle recensioni delle opere di mwkqDante e di mwkgManzonicite-ref-1[1].

«

Lasciva est nobis pagina

,

Vita proba est

»

(Marziale, citato da G.F. Lazzarelli, «A chi legge», in Cicceide legitima)

Edizioni "alla macchia"

La prima edizione, che presentava un luogo di stampa di mera fantasia, "Cosmopoli", ma probabilmente edita a mwmgVenezia, uscì senza il consenso dell'mwmwautore tra il mwna1687 e il mwnq1688. Tale datazione ruota attorno a due lettere di mwngFrancesco Redi: nella prima, destinata allo stesso Lazzarelli, il medico mwnwaretino dichiarava di aver letto e apprezzato la Cicceidecite-ref-2[2], mentre nella seconda, oltre a definire l'opera una «bella cosa, ma bella bene», riferiva esser stata stampata «alla macchia»cite-ref-3[3]. È comunque certa la pubblicazione anteriormente al 29 maggio mwqa1690, perché in quella data fu emanato il mwqqdecreto con il quale il mwqgVaticano inserì l'opera fra i libri compresi nell'mwqwmwraIndex librorum prohibitorumcite-ref-4[4].

A tal riguardo, nelle edizioni successive, che comparvero con l'aggiunta nel titolo di "mwsglegitima", Lazzarelli spiegava che la satira era circolata mwswmanoscritta fra i suoi amici e pubblicata da qualcuno di essi senza sua autorizzazione e senza le dovute correzioni, tanto che sarebbe stato lui stesso a richiedere un formale divieto ecclesiasticocite-ref-5[5].

Anche le successive furono pubblicate con luogo di edizione fittizio, per evitare d'incorrere nella mwuqcensura: la seconda edizione, uscita tra il mwug1691 e il mwuw1692, benché fosse stata stampata in Italia risultava di mwvaParigi, mentre la terza edizione, che viene considerata migliore e più completa delle precedenticite-ref-6[6], uscì con i tipi di Hertz di Venezia (in un arco temporale compreso tra il 1692 e i primi anni del mwwqXVIII secolo), ma senza nessuna indicazione editoriale sul mwwgfrontespizio.

A parte alcune modifiche mwxastilistiche, le differenze sostanziali tra l'edizione di "Cosmopoli" e le successive sono rappresentate dal raggruppamento dei sonetti sotto il nome di mwxqLe Testicolate (a formare una prima parte), dall'introduzione di una seconda parte, mwxgLe Sghignazzate (presente dalla terza edizione), e dall'abbreviazione della specificazione «coglione» tramite la stampa della sola iniziale «mwxwC» seguìta dai mwyapuntini di sospensione (ad eccezione dell'ultimo sonetto dell'opera in cui, viceversa, viene esplicitata).

Trama

La storia è ambientata a mwzwMacerata, dove l'autore fu uditore di mwaarota. Tutti i sonetti che la compongono sono incentrati sulla derisione di mwaqdon Ciccio, la cui vera identità corrisponde a quella di Bonaventura Arrighini, originario di mwagLucca e collega del Lazzarelli presso il predetto mwawtribunale.

Secondo una tradizione raccolta dal mwbqMetastasio, l'origine della discordia fra i due giureconsulti deriverebbe da una battuta fatta dall'Arrighini al termine di una mwbgcausa: apostrofato da questi come coglione, Lazzarelli, indispettitosi, una volta giunto a casa avrebbe composto il primo sonetto, declamandolo poi pubblicamente per farsi beffe dell'avversario, in tal modo innescando una lunga mwbwquerelle, caratterizzata da una serie di botta e risposta a suon di sonetti, che si sarebbe interrotta solamente quando gli amici di mwcaDon Ciccio lo avrebbero consigliato di desistere, data la superiorità intellettuale dell'abate mwcqeugubinocite-ref-7[7].

Nella mwdwCicceide, l'autore attaccava fin dal giorno del mweaconcepimento mweqDon Ciccio, che nascerà settembrino nel maggio del mweg1632, come precisato nei versi contenuti nel nono e nel decimo sonetto. Del pari, fin dalla nascita, ne furono ben congegnate le fattezze, tanto che nel sonetto mwewVI Lazzarelli poetava: «mwfaPoscia l'ingegno, a l'opera rivolto, / Sopra del Cul gli collocò la faccia, / E gli pose i Testicoli sul volto». Ma l'attenzione venne rivolta anche alle successive fasi, che accompagnavano la crescita del protagonista, quali quelle del mwfqbattesimo (cui è dedicato il mwfgXIII sonetto) e della mwfwcresima ("descritta", invece, nel mwgaXIV sonetto). Proprio l'ilarità della quale sono stati intessuti questi due aspetti sacri determinò il ricordato mwgqbando vaticano. Il protagonista inoltre, sulla strada per la maturità, non mancherà di prendersi le malattie più idonee, secondo l'architettura data dal Lazzarelli all'opera, al raggiungimento del fine satirico. Così, se nel sonetto mwggXXXVIII il protagonista verrà travagliato dal mwgwmal francese (mwha...Muove a pietà si se giovani, e Vecchi / Però che non v'è stil, legge, o ragioni / Ond'io possa capir, che'l C... pecchi / E che poi si puniscano i C...), poco dopo, nel sonetto mwhqquarantunesimo, mwhgDon Ciccio avrà contratto la mwhwrogna (mwia...In somma in lui tal cosa è singolare / Che le Piattole sol di lor natura / Soglion a pari suoi dar da grattare.)

Tra i sonetti più lascivi dell'opera vanno segnalati il mwigXXVIII e il mwiwLX. Se il primo di questi, in cui il protagonista si rammaricava per non essere oggetto del desiderio delle donne, Lazzarelli scriveva «mwja...Poiché le Donne, intente a quel solazzo / Ch'eccita in lor l'istinto naturale, / Non guardano a' C... guardano al C...», dove la seconda iniziale in rima con mwjqsolazzo è, con tutta evidenza, l'abbreviazione di mwjgmwjwcazzo, la chiusa del secondo è la seguente: «mwkaCh'io non t'ho già nel Cul, come supponi / Ma t'ho ben presso al Cul circa tre dita, / Che quello è proprio il sito de' C…». La mwkqCicceide, infatti, è tutta strutturata in mwkgrima, talvolta baciata, molto più spesso alternata.

Note

cite-note-11. mwmqCfr. mwmgGoethes Werke, vol XVI, Berlag, Stuttgart 1863, pp. 152-155. Su ciò vedi anche mwmwB. Croce, mwnaStoria dell'Età Barocca in Italia, mwnqLaterza, Bari 1929, p. 302.
cite-note-22. mwoqCfr. Lettera a G.F. Lazzarelli (30 dicembre 1687), in mwogOpere di Francesco Redi, vol. VIII, Tip. de' Classici Italiani, Milano 1811, p. 187
cite-note-33. mwpgVedi lettera a Giuseppe Valletta di Napoli (28 settembre 1688), in mwpwOpere di Francesco Redi, t. V, Stasi, Napoli 1778, p. 220
cite-note-44. Fra gli altri mwqwmwraIndex librorum prohibitorum, Monteregali 1852, p. 120
cite-note-55. S. Ranghiasci, mwsaLa vita di Gio. Francesco Lazzarelli, autore della Cicceide, con un suo idillio inedito, Riginaldi, Perugia 1779.
cite-note-66. mwtaCfr. L.J. Hubaud, mwtqEssai d'un complément au nouveau dictionnaire portatif de bibliographie de M. F.I. Fournier, in «Mémoires publiés par l'Académie de Marseille», t. XII, Achard, Marseille 1814, pp. 152-153
cite-note-77. mwuqCfr. Lettera al capitano Benincasa di Modena (23 dicembre 1771), in S. Ayala (a cura di), mwugOpere postume del Signor Abate Pietro Metastasio, t. III, Alberti, Vienna 1795, pp. 122-124

Bibliografia

• mwvgP. Bayle, mwvwDictionnaire historique et critique, t. IX, Paris 1820, pp. 116-118, mwwaad nomen.
• mwwgG.F. Lazzarelli, mwwwLa Cicceide legittima, a cura di A. Calciolari, mwxaLeo S. Olschki, Firenze 2007.
• mwxgM. Parenti, mwxwDe La Cicceide legitima di Giovan Francesco Lazzarelli: scheda, mwyaSansoni, Firenze 1957.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• mwzqLa scheda descrittiva della ristampa della Cicceide legittima, curata da A. Calciolari, sul sito della Olschki (PDF), su olschki.it.